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Título

Experiencia del pasado y proyecto para el futuro: El Alcázar omeya de Amman

Otros títulosEsperienza del passato e progetto per il futuro: L'Alcazar Omayyade di Amman
AutorAlmagro, Antonio
Fecha de publicación1994
EditorAlinea Editrice
CitaciónSiti e monumenti della Giordania. Rapporto sullo stato di conservazione, L. Marino (ed.). Firenze, 1994, pp.67-72. 6 figs. 21x 30 cms.
Resumen[IT] La cittadella di Amman costituisce un insieme archeologico di notevole interesse, tanto per il valore intrinseco del sito quanto per la sua ubicazione nel centro della città. Città che sviluppatesi negli ultimi cento anni, trasformandosi in metropoli dal niente ha preservato il centro dalla edificazione selvaggia. La necessità di incentivare il turismo quanto quella di dotare la città di un centro culturale hanno destato nelle autorità locali l'interesse per quest'area proponendo un parco archeologico. La particolari caratteristiche del luogo portano ad un'attenta riflessione sul come portare a termine questo progetto. Il nostro intervento in una delle zone della cittadella ci ha indotto a partecipare a questa esperienza. All'estremità settentrionale dello yabal Al-Qala ad Amman si concentrano una serie di resti archeologici di diversi periodi. I primi scavi realizzati sessantacinque anni fa furono eseguiti dalla missione italiana diretta da Giacomo Guidi e successivamente da Renato Bartoccini, proseguendo più tardi con altri interventi fino ad arrivare ai recenti lavori da parte della missione archeologica spagnola. Le vicissitudini patite dai diversi reperti portati alla luce lungo queti anni ci permettono di riflettere sul modo di affrontare la loro conservazione in funzione degli interessi che in ogni periodo motivarono le ricerche, con la conseguente applicazione dei criteri attuali di intervento. Due momenti sotorici hanno influenzato la configurazione fondamentale di quest'area: l'urbanizzazione realizzata in epoca Omayyade, della quale si conserva la riorganizzazione topografica che portò alla distruzione dei precedenti insediamenti, e la organizzazione in epoca ommaiada di un complesso palatino, che anche se distrutto e trasformato posteriormente, costituisce l'anima fondamentale dei ritrovamenti architettonici realizzati in questa zona. Il prevalere dell'uno o dell'altro periodo, a seconda dell'interesse della ricerca, porta a tipi di interventi diversi, come è accaduto nel tempo ed obbliga la considerazione dei criteri di conservazione, consolidamento ed esposizione dei reperti in modo coerente e serio, affinché si evitino, ancora una volta, interventi errati o contrari ad un metodo scientifico proprio del nostro tempo. Gli interventi, che stiamo portando avanti nell'area della fortezza, anche se in modo discontinuo nel tempo ma seguendo un chiaro filo conduttore, costituiscono un'esperienza che desideriamo vedere consolidata nel futuro, fino a trasformare quest'area archeologica in una esposizione didattica e scientifica di una parte importante della storia di Amman.
URIhttp://hdl.handle.net/10261/20493
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